Netflix – Marvel Jessica Jones

A big part of the job is looking for the worst in people. Turns out I excel at that.

-Jessica Jones

Il 20 Novembre Netflix ha rilasciato Jessica Jones, 4 giorni e 13 episodi dopo io l’ho già finito.

E’ una maledizione ‘sto Netflix. Ti mette subito a disposizione tutti gli episodi delle sue serie e 15 secondi dopo la fine di un episodio parte in automatico il successivo. Impossibile fermarti.

Ancora più impossibile se la serie è bella come Jessica Jones.

Esistono vari tipi di film/serie tv sui supereroi:

  • i film Marvel: godibilissimi film d’azione, ogni eroe con la sua “tutina”, atmosfere leggere, quasi sempre almeno.
  • i film DC: per quanto mi riguarda sono i fumetti su schermo, ogni film si adatta, si modella, si cuce intorno all’atmosfera del supereroe in questione.
  • serie tv tipo Arrow e Flash: il trash che diverte, attori non sempre preparatissimi, trame che lasciano spesso desiderare, però continui a guardarli perchè comunque sono colmi di citazioni fumettistiche e un pochino ti gasano pure.
  • serie tv tipo Gotham e Agents of Shield: molto più serie e fatte bene delle precedenti, ognuna col suo stile bene definito, attori che sanno il fatto loro, trame ben studiate e che raccontano il mondo dei supereroi visto da una prospettiva differente.
  • e poi ci sono le serie Netflix come Daredevil e Jessica Jones: queste sono semplicemente fantastiche. Curate come dei film, forse anche di più, trame accattivanti, attori da brividi, personaggi costruiti e portati avanti con criterio, ognuno per la sua strada e nessuno inutile.

Le serie Netflix raccontano di supereroi, o meglio di persone con poteri, ma nel mondo “reale”, o meglio in maniera più realistica.

Cosa succederebbe se un giorno per un incidente/esperimenti/avvenimenti casuali, scoprissi di avere super poteri?

Inizieresti a disegnare il tuo costume,ideare il tuo nome da supereroe, ti butteresti per strada a difendere il prossimo? Non penso.

Ti spaventeresti , cominceresti ad evitare il prossimo, affogheresti i tuoi pensieri in un bicchiere con qualcosa di forte? Probabilmente si.

Storie belle e avvincenti che episodio dopo episodio raccontano la crescita dei protagonisti, tra mille dubbi, successi, catastrofiche cadute, passioni.

Personaggi mai banali, nel caso di Jessica Jones in prevalenza femminili: ognuna di loro forte a modo suo, diverse ma ugualmente coraggiose anche nel loro piccolo.

Cura nei dettagli impressionante: musiche, sigla, luci, inquadrature, recitazione…tutto.

Una menzione speciale va agli antagonisti di queste serie che sono terrificantemente perfetti nel loro ruolo. Cattivi da far venire i brividi eppure affascinanti nei loro modi.

Insomma Jessica Jones è una serie da vedere, anche per chi non ama i supereroi (sul serio).

Non amo scrivere più precisamente delle trame nelle cose che consiglio.

Spero di avervi ispirato così.

Buona visione ^^/

jj3

>I don’t know how you handle it.

>It’s called whisky.

– Jessica Jones

Christmas Countdown

Stavo pensando, ogni volta che inizio così il mio compagno rabbrividisce, che dal primo Dicembre farò una serie di post “Christmas Countdown”, o per fare meno i fighi Calendario dell’Avvento, con idee per il Natale: regali, decorazioni per la casa, decorazioni per la tavola, decorazioni per l’albero, pacchetti regali e ricette.

Però pensavo ,eh lo so scusate, di fare un post per creare il vostro personale calendario dell’avvento, sia lodato Pinterest.

Vi lascio qui qualche idea ♥

  • Instagram Advent Calendar : molto carina come idea ma magari troppo complicata da realizzare.Per me basterebbe una cornice, mollettine e nastri per i vari “stendini” e infine un sito utilissimo e velocissimo: Sticky9. Sticky9 stampa le tue foto di Instagram in vari formati, magneti, poster. La spedizione è gratuita e 27 foto costano 13/14 €. Quindi ordinate quelle che preferite e dietro ad ognuna potete scrivere o applicare sticker col numero corrispondente.

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  • Clever Countdown: una teglia per muffin/cupcake, cartoncini colorati e poi basta sbizzarrirsi con le sorprese. Semplice e delizioso.550_101978970
  • Advent in a jar: Altra idea fantastica, soprattutto per chi come me ha millemila barattoli di Yankee Candle ormai vuoti e non sa come usarli. Sui foglietti potete scriverci qualsiasi cosa: pensieri, sogni, attimi di felicità, citazioni.DIY-Advent-in-A-Jar-by-Penelope-and-Pip-1-PTSanta Christmas Countdown: ultima proposta veloce e divertente da realizzare. TOMFO-DIY-Santa-adventcalendar

Ecco qua le mie proposte. Fatemi sapere se ne avete altre, quale vi piace di più o se avete intenzione di realizzarne una di queste.

Buona serata. ^^/

 

 

 

 

Memorie di una ragazza perbene || Simone de Beauvoir

 Infanzia e adolescenza costituiscono la trama quasi romanzesca di Memorie d’una ragazza perbene, prima parte dell’autobiografia di Simone de Beauvoir. Le tappe obbligate d’uperbenena educazione sentimentale, l’inevitabile scontro con la famiglia e l’ambiente sociale dell’alta borghesia francese conservatrice e bigotta, i meschini pregiudizi d’un mondo in declino insieme con i primi dubbi, i contrasti sentimentali, le tensioni, accompagnano il lungo viaggio verso la conquista di sé, fino agli anni dell’università e l’incontro con alcune tra le piú note figure della cultura francese, da Simone Weil a Raymond Aron, da Merleau-Ponty a Roger Vailland e Jean-Paul Sartre.

Scoprire questo libro un po’ per caso, innamorarsi del suono del titolo, essere completamente ignara di chi fosse l’autrice di questa autobiografia, forse sono queste le ragioni che mi hanno affascinata e spinta a proseguire questa lettura anche quando sembrava un immenso “IO, IO, IO”.
Il modo in cui è scritto, si, anche questo ha aiutato. Una scrittura del genere ti ammalia, ti racconta, ti sussurra con voce suadente, seria e sfacciata, ti accompagna in questa vita così lontana dalle nostre. Una vita in cui le donne SE volevano affermarsi dovevano battersi con le unghie e con i denti, andando contro i preconcetti e le tradizioni di una cultura che stava troppo stretta per le idee e la determinazione di Simone.
E’ stato un lungo processo cercare di apprezzare questo libro, fino al punto di essermi aggrappata al bagliore di una storia d’amore nascosta tra le righe e i mille dubbi della protagonista. Ma più proseguivo, più lei prendeva consapevolezza di sé, più io capivo e amavo il messaggio del libro.
Una ragazza/donna unica, strampalata, avida di sapere, confusa, cinica, innamorata, gelosa, sorella, amica, confidente che ha saputo costruirsi la sua strada, la sua proprio, nessun’altra prima di lei l’aveva percorsa. E’ proprio questo il bello: la vedi cercarsi un percorso adatto a lei tra quelli già esistenti, ti disperi, piangi, ti ribelli e infine prendi consapevolezza con Simone che l’unica cosa da fare è partire da zero e costruirsi una strada nuova, fatta di scelte, gioie, soddisfazioni e novità. Una strada che poi altre ragazze troveranno e penseranno che sia quella giusta per loro, per la grandezza delle proprie ambizioni e dei propri sogni.
Una gran bella dose di coraggio e determinazione.

Buona lettura!
Vi lascio il link per poterlo comprare sia in formato cartaceo che per Kindle^^ : Amazon.it

Cosa vuoi fare da grande?

Qualche giorno fa sfogliando i miei quaderni delle elementari ( mia nonna ai tempi li fece rilegare e  io la trovai un’idea stupida…) è ho riscoperto i miei sogni da bambina. Sogni che pensavo avrei ricordato per sempre e invece se non fosse per quei quaderni avrei perso.

A saltarmi all’occhio sono stati i vari disegni “io da grande farò la fioraia”, “Da grande farò la maestra”, “Voglio diventare una dottoressa”, “Magari sarò una parrucchiera”. 

E lì mi sono bloccata…quante cose volevo fare da bambina, ognuna con la sua valida motivazione, ma adesso?

Adesso ho 27 anni e ancora non ho ben capito cosa fare.

Lavoro si, ma un lavoro che di soddisfazioni personali non ne può dare, uno di quelli che torni a casa e riesci solo a pensare “fanculo domani mi licenzio” ma poi non lo fai mai perchè oggi come oggi se lasci uno stipendio sicuro, con contratto a tempo indeterminato, sei un pazzo.

E allora giorno dopo giorno quel lavoro ti logora, si mette lì e con lentezza e crudeltà strappa i tuoi sogni , in pezzetti così piccoli che neanche ti ricordi cosa fossero originariamente.

Vabbè però potresti sempre studiare e crearti un ruolo professionale che ti si addice? Si ma poi l’università italiana è quel che è e ti ritrovi un giorno a lezione un professore che ti dice “Se ognuno di voi mi dà 80 € il corso di laurea resta aperto , altrimenti siamo costretti a chiudere “ e ti ritrovi lì con un sacco di esami che per  gli altri corsi sono per la maggior parte facoltativi.

E allora ripensi alle tue scelte, al voler seguire i consigli degli altri: “Sei brava a matematica, fai lo scientifico”, “hai una mente matematica e svelta ad imparare prova qualche corso si laurea in merito”. Però poi sfogli i quaderni delle elementari e sotto ogni tuo tema c’erano i complimenti della maestra e lì cominci a ricordarti che li portava in giro a leggerli nelle altre classi,  le professoresse delle medie e delle superiori che non sopportavano le licenze poetiche o le piccole stravaganze letterarie dei miei compagni di classe ma le mie stranamente erano sempre ben accette. Ricordi i mille quaderni pieni di poesie, racconti, diari che scrivevi nel tempo libero, la gioia che provavi quando ti leggevano le fiabe sul divano da nonna.

E capisci che qualcosa a quella bambina che sognava gliela devi, che nel seguire le proprie passioni non c’è nulla di cui vergognarsi.

Però siamo pur sempre in Italia dove i tuoi sogni li ha presi qualcun altro solo perchè qualcuno lo ha raccomandato, e magari a lui quel lavoro fa pure schifo e  non te lo nasconde neanche tanto il suo disprezzo e l’incapacità per il sogno che poteva essere tuo.

A volte bisogna buttarsi, impegnarsi e seguire l’istinto (senza lasciare il lavoro vecchio ahimè!).

Ogni sera una pagina nuova.

Cosa vuoi fare da grande?

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Moodboard Novembre

Moodboard di Novembre

“Ed è novembre. I pomeriggi sono più laconici e i tramonti più austeri. Novembre mi è sempre sembrato la Norvegia dell’anno.”
(Emily Dickinson)

Ho sempre pensato che Novembre sia sottovalutato. Spacciato per un mese così tetro, grigio, austero e invece io lo vedo come un mese di nuove idee, immaginazione, creatività.

Che ci piaccia o meno appena inizia Novembre si entra nel clima natalizio e Pinterest viene invaso da milioni di idee per regali, pacchetti, decorazioni, ricette. E sai che c’è? Mi piace, perchè stimolano la mia creatività, sento che la mia mente viaggia, organizza e si rilassa.

E poi parliamone dal lato nerd, come può essere così “morto” come mese, se in questo periodo escono tantissimi film e videogiochi nuovi?

Il film che aspettavi da un anno quando esce? Novembre.

Il nuovo gioco rivoluzionario quando esce? Novembre.

E ultimo ma non meno importante per me, Novembre è il mese in cui devi scegliere la nuova agenda. Si lo so, oh si wow che emozione! (-__-‘), però è una di quelle cose che mi aiuta a tenere la giornata organizzata (ovviamente) e a variare nei miei interessi durante la settimana, per non parlare del fatto che grazie alle mille mila decorazioni (magari un giorno ne parlerò qui) tiene anche attiva la mia creatività, cosa molto importante per me.

Quindi innamoratevi di Novembre, ne vale la pena!

Moodboard Novembre

Lettera di Oriana Fallaci a Pier Paolo Pasolini

Iniziamo la settimana con Oriana

FeniceInPigiama

oriana_fallaci                                                    pasolini
Oggi voglio far spazio sul blog a due grandi personalità che non oso ridurre meramente al contesto giornalistico e che l’italia di ieri e di oggi stentano del tutto a comprendere. Esempi di una coscienza civica che noi giovani forse abbiamo perso. Il 16 novembre del 1975 Oriana Fallaci scrive questa lunghissima lettera, indirizzandola idealmente a Pier Paolo Pasolini e facendocene (forse) comprendere l’animo. Un uomo, “una luce ” come lo definisce la Fallaci, che si ammira ma di cui si è anche tremendamente impauriti tanto da renderlo scomodo, criticato , violentato pubblicamente e infine ucciso con la stessa crudeltà con cui egli stesso presentava la verità.

“Da qualche parte, Pier Paolo, mischiata a fogli e giornali e appunti, devo avere la lettera che…

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S. La nave di Teseo di V. M. Straka || J. J. Abrams – Doug Dorst

coverUn libro, due lettori, un mondo di pericolo e desiderio… Una giovane bibliotecaria trova per caso un libro lasciato fuori posto da uno sconosciuto: un lettore intrigato, rapito dalla storia e dal suo misterioso autore, come rivelano le note che ha appuntato a margine. Lei gli risponderà con note di suo pugno, dando inizio a un singolare dialogo che li condurrà insieme in un mondo sconosciuto. Il libro: La nave di Teseo, l’ultimo, discusso romanzo di V.M. Straka – autore prolifico quanto enigmatico – nel quale un uomo senza passato viene rapito e imbarcato a forza su una strana nave dal terrificante equipaggio e lanciato verso i pericoli di una missione ignota. L’autore: Straka, oscuro e discusso protagonista di uno dei più grandi misteri del mondo; rivoluzionario di cui nulla si conosce se non le parole che ha scritto e le teorie elaborate sul suo conto. I lettori: Eric e Jennifer, un ricercatore e una studentessa indietro con gli esami, entrambi chiamati a scelte cruciali per capire chi sono e che cosa vogliono diventare, e quanto saranno in grado di mettere le proprie passioni, ferite, paure l’uno nelle mani dell’altro. “S.” ideato, concepito, realizzato dal regista J.J. Abrams e scritto dal romanziere Doug Dorst, è il diario di due persone che si incontrano tra i margini di un libro per ritrovarsi invischiate in una lotta mortale tra forze sconosciute: un viaggio nell’universo della parola scritta che risucchierà i suoi lettori in una rischiosa spirale…

Eccomi di nuovo qua a scrivere di un libro e stavolta diamine che libro.
L’ho amato, davvero.
Sarà che io adoro i libri vecchi, consumati, quei libri che raccontano altre storie oltre quelle già impresse con l’inchiostro. Quei libri che ti sussurrano e ti accarezzano con la passione, quei libri che non appena inizi a sfogliarli con le loro pagine ingiallite, alcune sul punto di staccarsi, avverti quasi un formicolio sulle dita quasi a percepire tutte le volte che è stato sfogliato, tutte le volte che è stato letto di notte sotto le coperte, tutte le volte che è stato messo in borsa per poterne assaggiare anche solo una frase ogni tanto, tutte le volte che è stato lasciato sul comodino anche dopo averlo finito perché faceva stare bene solo a guardarlo.
Ecco, quando tra le mani mi ritrovo un libro del genere lo considero un regalo: era così importante per qualcuno e adesso è arrivato a me.
Adesso lo so che in questo particolare caso è finzione.
So di averlo comprato in un libreria come nuovo… ma quando l’ho aperto e ho sentito la copertina ruvida e l’odore di libri vecchi, quando ho visto le note “scritte a mano” da sconosciuti su quelle pagine ingiallite, quando sfogliandolo spuntavano cartoline, vecchie fotografie, articoli di giornale, tovaglioli…beh, io mi sono emozionata.
Prima di scrivere di un libro di solito mi leggo qualche altra recensione per capire che cosa ne pensano altri e su S. si,fatica riscrivere tutto il titolo sono rimasta sconcertata dallo scoprire che molte persone ne hanno apprezzato solamente l’aspetto estetico e queste sono le poche che sono riuscite a finirlo.
Seguire la trama del libro e le note a margine può essere disorientante e confusionario all’inizio, ma è solo una questione di metodo. Trovo che chiunque si approcci a questo libro debba trovare il proprio metodo: leggere tutto il libro e poi leggere le note, leggere il libro e appena c’è una nota collegata leggerla, leggere una pagina del libro e poi leggere le note sulla stessa io ho fatto così u_u  , perché una volta che hai ingranato ti prende.
Ti prende la storia di S, il protagonista del libro, ti prende la storia di Jen e Eric, protagonisti di questa bizzarra e romantica corrispondenza, ti prende la storia di V.M. Straka, misterioso autore del libro.
Coinvolgente, misterioso, romantico in più di un senso, nostalgico, bizzarro, affascinante.

Prima di chiudere vi lascio la spiegazione del titolo del libro, si perchè non c’è nessun personaggio che si chiama Teseo nel libro ed ero completamente all’oscuro del fatto che esistesse un paradosso della nave di Teseo, ma una volta scoperto ha perfettamente senso averlo intitolato così.

il paradosso della nave di Teseo esprime la questione metafisica dell’effettiva persistenza dell’identità originaria, per un’entità le cui parti cambiano nel tempo; in altre parole, se un tutto unico rimane davvero se stesso (oppure no) dopo che, col passare del tempo, tutti i suoi pezzi componenti sono cambiati (con altri uguali o simili). Si narra che la nave in legno sulla quale viaggiò il mitico eroe greco Teseo fosse conservata intatta nel corso degli anni, sostituendone le parti che via via si deterioravano. Giunse quindi un momento in cui tutte le parti usate in origine per costruirla erano state sostituite, benché la nave stessa conservasse esattamente la sua forma originaria. Ragionando su tale situazione (la nave è stata completamente sostituita, ma allo stesso tempo la nave è rimasta la nave di Teseo), la questione che ci si può porre è: la nave di Teseo si è conservata oppure no? Ovvero: l’entità (la nave), modificata nella sostanza ma senza variazioni nella forma, è ancora proprio la stessa entità? O le somiglia soltanto? Tale questione si può facilmente applicare a innumerevoli altri casi; per esempio alla scrupolosa conservazione di alcuni antichi templi giapponesi (anch’essi principalmente in legno, come la nave di Teseo), per i quali ci si può domandare se siano ancora templi originali. Si può anche rivolgere il paradosso riguardo all’identità della nostra stessa persona, che nel corso degli anni cambia ampiamente, sia nella sostanza che la compone sia nella sua forma, ma nonostante ciò sembra rimanere quella stessa persona.

– Wikipedia



Buona lettura! ^^

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