Peter Pan e la sfida al pirata rosso || Geraldine McCaughrean

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Tutti i bambini crescono (meno uno, si sa). CresconoWendy e i suoi fratelli, crescono i Bimbi Smarritidell’Isolachenoncè, e finiscono per diventare londinesi con vite più o meno normali. Ma da un po’ di tempo li ha colpiti un’epidemia di sogni indesiderati, da cui si risvegliano trovando sul cuscino spade, sveglie, copricapo indiani, foglie, sassolini e faretre piene di frecce (per non parlare del coccodrillo che compare dopo un pisolino collettivo!). Una fuga di sogni può essere solo una richiesta d’aiuto di Peter Pan: bisogna al più presto tornare bambini, cospargersi di polvere di fata e tornare da lui. Al loro arrivo Wendy e suoi troveranno Peter il Ragazzo Meraviglioso che sta morendo di… noia, ed è pronto a mettersi alla ricerca del tesoro di Capitan Uncino. Eppure l’Isolachenoncènon è quella di sempre: non è più verde come l’estate, ma rossa come l’autunno, e tutte le radure sono svanite nel nulla come buchi nel mare…
 
 
Ci voleva.
Ci voleva proprio.
Adesso ho milioni di idee che mi ronzano in testa. Ma di quelle che solo i bambini possono avere, quelle che da adulto scarteresti a priori semplicemente perché impossibili. La mia immaginazione é stata cullata, sussurrata e svegliata….da Peter Pan.
Mi ha sempre fatto questo effetto in realtà. So che é una figura alquanto criticata ma, cavoli, Peter pan é avventura!
É correre scalzi sulla riva di un fiume, è farsi rotolare giù da una collina, è un’altalena che va talmente in alto che neanche la senti più tua madre che dice di rallentare.
Ho letto in giro che questo seguito non é degno dell’originale, che poi se ci pensi bene neanche l’originale é chissà cosa…sai che c’è? Non mi importa.
Questo libro segue, per me, le linee guida dell’originale.
Peter pan continua ad essere un  bambino di grande ispirazione ed ammirazione combattuto tra l’avventura e la solitudine, e con un senso del pericoloso e del giusto un po’ distorto, un po’oltre, ma in fondo é proprio quello che lo rende Peter. E l’antagonista é sempre un signor antagonista, di quelli che alla fine ti ritrovi a dispiacerti se dovesse perdere.
L’Isolachenonc’è sempre così meravigliosa, piena dei sogni di tutti i bambini e di  fate malefiche al punto giusto. É un libro pieno di “storia” di questo posto, di nuovi luoghi, di nuove creature.
È lasciare simbolicamente la finestra aperta ai sogni, all’avventura, al mai dire mai.
Buona lettura!
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2 pensieri su “Peter Pan e la sfida al pirata rosso || Geraldine McCaughrean

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