L’amica geniale || Elena Ferrante

 

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Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l’autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto.

Alla fine torno sempre qui a parlare di libri, anche se non ne leggo più tanti come vorrei.

Direi che dopo mesi di astinenza, fatta eccezione per la rilettura dei primi due Harry Potter, questo è un ottimo modo per riprendere e che ti lascia la voglia di continuare una volta finito.

Non c’è niente da fare, dopo L’amica geniale, ho capito che le saghe familiari, i romanzi generazionali e i racconti autobiografici sono indubbiamente fra i miei preferiti.

Avrò l’anima da impicciona cronica, dovuta alle sessioni infinite di soap opera di pomeriggio con mia nonna da quando avevo 6 anni, ma questi libri mi catturano completamente. Li leggerei per ore, per poi parlarne con qualcuno per altrettante.

Ti portano dentro la quotidianità di qualcuno così distante da te.

Emozioni, avvenimenti diventano tangibili  e trovo che questo sia il modo migliore per imparare, conoscere e crescere leggendo.

Io nata nel 1988, a Roma, non potevo avere minimamente idea del tipo di vita di una bambina del dopoguerra che abitava in un rione della periferia di Napoli, ed ecco che Elena Ferrante mi catapulta quasi con violenza in questo mondo.

Eccomi a leggere di un’amicizia che parte nell’infanzia e continua nell’adolescenza attraverso tutte le sue sfaccettature: curiosità, scoperta, affetto, invidia, crescere insieme. E mentre Lenù e Lila cambiano e crescono, in sottofondo quasi inosservata cambia anche Napoli, cambia anche l’Italia. Il sogno del benessere che cattura tutti, anche due bambine che sognano insieme.

Ognuna la metà dell’altra.

Lenù è docile e intelligente mentre Lila è impetuosa, irascibile e a tratti aggressiva. Si completano, si condizionano, si influenzano  e inevitabilmente si feriscono cadendo in questo circolo di affermazione e inadeguatezza. Un’amicizia  che le spinge a superare i proprio limiti e quelli imposti dalle loro famiglie, dal rione e dalla società.

Lei era così, rompeva equilibri solo per vedere in quale altro modo poteva ricomporli.

E’ un romanzo di amore e violenza, scritto in maniera magistrale, passando dall’italiano al dialetto, dal racconto di avvenimenti ai pensieri di Lenù. Un flusso di coscienza, una confessione tutta d’un fiato, che ti travolge fino all’ultima pagina e che non ti vuole lasciar andare.

Buona lettura!

La ragazza con gli occhiali viola

 

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2 pensieri su “L’amica geniale || Elena Ferrante

  1. giusymar ha detto:

    Davvero un capolavoro.
    La loro amicizia è affascinante d un po di invidia nasce.
    Sono uno parte dell’altra, anche o forse soprattutto, quando fanno finta di bisticciare ed odiarsi.
    Ho letto anche il secondo volume. Ora per il terzo voglio attendere un po di tempo e non divorarlo subito.

    Mi piace

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